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Quali sono le differenze tra i mutui a tasso fisso e i mutui a tasso variabile?
Il tasso d’interesse è la principale discriminante di cui tener conto quando si sceglie di aprire un mutuo presso un istituto di credito. Per “tasso d’interesse” s’intende la percentuale (calcolata sulla somma che ci è stata prestata) di denaro che dovremo pagare alla banca oltre al capitale stesso imprestatoci. Per trovare il miglior mutuo a tasso fisso che risponda alle proprie esigenze è bene consultare il maggior numero di preventivi. Per maggior informazioni rispetto ai migliori mutui a tasso fisso clicca qui: ma qual’è con esattezza la differenza tra questi due metodi di pagamento?
Il tasso fisso ci offre sicurezza: l’interesse è pari ad X oggi e sarà pari ad X anche domani, sino all’estinzione del debito. Il tasso variabile, invece, varierà al fluttuare dell’indice di riferimento (EURIBOR). Sarà sempre commisurato al reale valore del denaro in quel momento, si che questo cambiamento sia vantaggioso che svantaggioso. Si tratta di un rischio, specie per un’economia che tendenzialmente allo stato attuale tende ad essere recessiva (ovvero, per dirla semplicemente, finiremo per pagare sempre di più). A questo punto ci si potrebbe chiedere: se il tasso variabile tenderà comunque nel lungo periodo ad aumentare, che senso ha sceglierlo al posto del tasso fisso?
Cosa ci conviene fare quindi? E' preferibile consultare il sito online mutui.com, che offre una guida dettagliata sul calcolo del mutuo e sulla scelta del mutuo con le condizioni più vantaggiose. La maggior parte degli esperti sono soliti considerare, in questo caso, il paletto fisso del 5%: un mutuo con un tasso fisso inferiore o pari al 5% è preferibile, mentre se si supera questa soglia è consigliabile un mutuo a tasso variabile.